Hallelujah di Cohen al matrimonio

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Hallelujah di Cohen al matrimonio

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Matrimonio e tradimento: sveliamo i miti del brano Hallelujah di L. Cohen

Sapevi che questo brano di Leonard Cohen (Hallelujah) non andrebbe MAI cantato ad un matrimonio?

Mi è capitato spesso che, come hallelujah al matrimonio, venisse richiesto questo brano, o di sentire persone consigliarlo come scelta migliore durante momenti salienti della cerimonia, o del ricevimento (primo ballo, taglio torta…).

La questione non riguarda solamente la scaletta dei canti in chiesa, ma anche la musica per matrimonio civile, perché il problema non è solamente di natura liturgica, religiosa.

Ti faresti mai dedicare una canzone che parla di tradimento proprio durante il tuo matrimonio?

Troviamo un riferimento biblico molto importante, ovvero l’episodio che coinvolge Davide e Betsabea, ma ciò non vuol dire che il brano possa essere considerato liturgico, o, peggio ancora, romantico.

Al tempo in cui i re sogliono andare in guerra Davide rimasto a Gerusalemme, un tardo pomeriggio, alzatosi dal letto si mise a passeggiare sulla terrazza e vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella d’aspetto. Davide mandò ad informarsi chi fosse la donna. Gli fu detto: «È Betsabea figlia di Eliàm, moglie di Urìa l’Hittita». Allora Davide mandò messaggeri a prenderla. Essa andò da lui ed egli giacque con lei […] Poi essa tornò a casa. La donna concepì e fece sapere a Davide: «Sono incinta» (2 Sam 11, 1-5)

Davide richiama Uria dalla guerra affinché egli giaccia con la propria moglie, Betsabea, ma il soldato agisce diversamente e decide di non abbandonare i suoi uomini in guerra.
Lo stratagemma di Davide di far credere che sia Uria il padre del bambino, fallisce miseramente. In risposta, abusando del suo potere, il re comanda al suo generale di sferrare un nuovo attacco e dà ordine di posizionare Uria nel fulcro più acceso della battaglia in modo che resti ucciso. Davide resta libero di prendere in moglie Betsabea, ma al primogenito spetterà un destino di morte.

Nel brano è il Re che parla in prima persona e che sottolinea in modo piacevole e godurioso il tradimento ed altre pratiche e in cui la parola hallelujah ha sostanza prettamente umana, risultando quindi lungi dall’essere una lode al Signore.

Si aggiungono numerose altre immagini di violenza, atmosfere fredde, depressione, contrasti fra ribellione e sottomissione, istinti bassi, solitudine, confusione…

Ma non finisce qui, poiché nelle strofe successive (selezionate dall’autore fra le decine che aveva scritto), l’episodio di Davide e Betsabea, si intreccia in modo simbiotico con quello di Sansone e Dalila.

Entrambe queste figure sono traghettate dalla lussuria, che li spinge a fare e farsi fare, azioni e soprusi che li porteranno inevitabilmente alla rovina.

Seppur esistano molteplici versioni di questa canzone (una riadattata addirittura per la chiesa…), non si può fare a meno, sentendone la melodia, di pensare al significato del testo originale.

Con tutto questo non voglio assolutamente schierarmi contro questo artista, anzi, che è stato ed è ancora indubbiamente una parte fondamentale della storia della musica e della parola.

Il concetto è che quando ti chiedi come scegliere la musica per matrimonio, ma anche per qualsiasi altro evento importante, non dovresti considerare solo la melodia, o quello che “pensi di intuire”, quello che “si dice”.

Si deve invece scoprire il significato del testo, la storia del brano e dell’artista che lo ha composto in modo che la scelta si adatti perfettamente al contesto celebrativo che stai organizzando e di cui sarai protagonista.

Una canzone può essere percepita come romantica, struggente, emozionante, ma che senso ha sceglierla se nel testo si parla di valori antitetici e irrispettosi nei confronti di ciò che si sta celebrando?

Durante la cerimonia in chiesa sarebbe bene optare per un canto al Vangelo tradizionale, ecco l’esempio di un video di hallelujah cantata per matrimonio

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